la proposta di matrimonio racconto a due voci

La proposta di matrimonio! Racconto a due voci

La proposta di matrimonio! Racconto a due voci

A meno di 100 giorni dal nostro “SI”, un pizzico di romanticismo ci sta tutto! E cosa c’è di più romantico della “proposta di matrimonio“? 😀

E’ un momento magico, dolce, ma forse anche un po’ imbarazzante e, diciamoci la verità, oggi non è più così comune, semplicemente si inizia a parlare di matrimonio, si fanno due conti e … si capisce che bisogna aspettare perché non tornano (il passo successivo consiste nello strappare il foglio con i calcoli e decidere di buttarsi, perché tanto i conti non torneranno mai!).

Insomma, veniamo a noi e a come entrambi abbiamo vissuto la fatidica proposta!

La proposta di Matrimonio: Parigi!

gaia nicolino la sognatrice
 Il matrimonio è sempre stato un progetto comune, il sogno di entrambi e come tutti (o comunque molti) ne abbiamo sempre parlato e lo scorso anno abbiamo deciso che, anche se il momento non sembrava dei migliori, volevamo farlo!

In realtà, anche se apparentemente avevamo pensato che entro il 2015 ci saremmo sposati, io ho lanciato sin da subito una serie di messaggi molto poco subliminali sul mio desiderio di ricevere una proposta ufficiale. Gli dicevo: “Possiamo fare tutti i progetti che vuoi, ma finché non mi fai la proposta di matrimonio, io non ti sposo!”

E lui, puntualmente mi rispondeva: “Vedrai che arriverà quando meno te lo aspetti!”

giuseppe noschese digital life coach
 Sposarsi è un passo importante, spesso sottovalutato e affrontato in maniera leggera. Prima di prendere una decisione del genere ne abbiamo discusso tante volte, ci siamo confrontati, abbiamo osservato le esperienze degli altri.

Un giorno poi, quasi per caso, ci siamo ritrovati in giro a scegliere la location, naturalmente la prima domanda che ci ponevano era: “Quando vi sposate?” quindi dovevamo decidere, scegliere un giorno preciso. Stava accadendo davvero! Ma per me non era finita, eh no. Era appena cominciata, mancava la proposta ufficiale di Matrimonio!

gaia nicolino la sognatrice
 Un giorno, più o meno verso metà settembre, Giuseppe mi propone di andare fuori per Capodanno. La meta? Parigi, una delle città più romantiche del mondo! Ovviamente, se da un lato ho pensato “Ci siamo! Vuole farmi la proposta!” dall’altro mi sono detta “Ma figurati se tra le diecimila cose che gli ho raccontato si ricorda che è sempre stato il mio sogno!”

Preambolo: l’anno prima del nostro fidanzamento, io avevo trascorso il Capodanno a Parigi con le mie amiche di sempre ed era stata una vacanza fantastica: la città era stupenda, mi ero divertita tanto e sognavo di tornarci con la mia metà (all’epoca ero single e di uomini, neanche l’ombra!). Così, quando mi sono fidanzata, tra le cose che avevo raccontato di me a Giuseppe, c’era anche il desiderio di tornare a Parigi con lui e naturalmente avevo sottolineato quanto sarebbe stato romantico ricevere la proposta di matrimonio lì!

giuseppe noschese digital life coach
 Avrei potuto far volare un aereo sulla sua casa con una scritta “Gaia, mi vuoi sposare?”. Troppo inflazionato… Avrei potuto portarla in un ristorante in costiera e farle la fatidica proposta in riva al mare. Troppo prevedibile…

Decisi così che le avrei realizzato due sogni in uno: l’avrei portata nella sua città preferita, Parigi, e le avrei fatto la proposta di Matrimonio ai piedi della Tour Eiffel. Per rendere ancora più speciale il momento saremmo andati a Parigi l’ultimo dell’anno, tipo il classico film americano con Julia Roberts 😉 Sapevo che poteva essere molto prevedibile, ma sarebbe stato comunque meraviglioso.

Se vuoi sorprendere la tua metà senza sorprendere il tuo portafogli devi giocare di anticipo, quindi per trascorrere il Capodanno in una capitale devi prenotare in largo anticipo. Metà Settembre è già troppo tardi, booking.com è come la borsa: sale di colpo e non scende facilmente. L’altro trucco è: gioca con le date, non pensare alla comodità, soprattutto quando ti costa quasi il doppio 😉

gaia nicolino la sognatrice
 Il 31 dicembre 2014 partiamo alla volta di Parigi, arriviamo nel tardo pomeriggio e dopo essere rimasti … ehm … colpiti dalla nostra camera d’albergo (per carità, molto pulito, personale gentilissimo, nulla da dire, ma la camera era … un triangolo!), scendiamo in strada, pronti a trascorrere il capodanno tra turisti e parigini.
Prima tappa, Champs Elysée!
Per me, rivedere quei posti è stato meraviglioso, adoro Parigi e quel viale immenso, gli alberi pieni di luci, l’Arc de Triomphe e la ruota panoramica, ma soprattutto il fatto di essere lì con Giuseppe,  di vedere la sua espressione di stupore, mi rendevano euforica, tanto da farmi dimenticare che in realtà mi aspettavo la sua proposta. E avevo davvero rimosso il tutto, soprattutto quando, ad un certo punto, visto l’avvicinarsi della mezzanotte (mancava ancora circa un’ora, però si sa che è meglio giocare d’anticipo), gli chiedo se preferisce rimanere lì oppure andare ai piedi della Tour Eiffel e lui candidamente risponde: “Decidi tu, ci sei già stata, sei tu l’esperta!

Ovvio che se non ha insistito per andare alla Torre, non ha niente in programma. Quindi, pietra sopra e godiamoci la serata.

giuseppe noschese digital life coach
 Osservando le regole del “mantra del risparmio” decido di partire il 31 stesso in tarda mattinata, nella peggiore delle ipotesi avevo immaginato una rocambolesca corsa alla Tour Eiffel (trolley compresi) per arrivare in tempo per la mezzanotte. Ma fortunatamente, quando hai una fidanzata che parla correttamente il francese ed è già stata a Parigi diventa tutto piú facile. 😉

Arrivammo all’aeroporto che era già buio, tram, metro e finalmente al quartiere Operà, carino e tranquillo devo dire, l’albergo popolato da molti connazionali “vittime” della stessa offerta, la stanza da “appoggio” ma poco male, fuori c’era una Parigi che ci aspettava e io dovevo solo aspettare il momento migliore per fare la mia dichiarazione d’amore :)

gaia nicolino la sognatrice
Qualche chilometro, 10 venditori ambulanti dopo (ho dovuto litigare mezz’ora con un tizio per convincerlo a darci una bottiglia di spumante a 15 euro), camminando, parlando e ridendo siamo arrivati nei pressi della Tour Eiffel. A quel punto, a 10 minuti dalla mezzanotte, non ce l’avremmo fatta a tornare indietro, quindi tanto valeva continuare per arrivare alla Torre.
E ci siamo arrivati davvero a pochi minuti dalla mezzanotte.
Ad un certo punto, mentre ammiravamo l’imponenza di quell’opera, la Tour Eiffel ha iniziato a sbrilluccicare, segno che era mezzanotte, il nostro anno stava per iniziare!

Mi sono girata verso Giuseppe e l’ho visto inginocchiarsi con la bottiglia di spumante in una mano e la mia mano nell’altra. E lì, ai piedi della Tour Eiffel, in una delle città più romantiche del mondo, il mio dolce fidanzato mi ha fatto la proposta di matrimonio più dolce del mondo (cosa mi ha detto? Beh, scusate, ma questo è solo nostro! 😛 )
Piangevo e ridevo insieme, in quel momento è stato come se il mondo intorno si fosse fermato, il mio cuore batteva fortissimo. Ricordo solo che non riusciva a rialzarsi perché mi ero letteralmente gettata tra le sue braccia! E’ stata un’emozione fortissima, non la dimenticherò mai e anche se poi, alla fine, un pò me la aspettavo, viverla è stata tutta un’altra storia. Non avrei voluto niente di diverso, è stata perfetta!

giuseppe noschese digital life coach
 Camminammo tanto, non ricordo più quanto infatti cercai di resistere per non inginocchiarmi anzi tempo.. era pieno di luci e di gente, lei (la Torre) sempre più vicina feci il possibile per lasciarla alla fine: “vediamo qua, vediamo là” cercai di prendere tempo per arrivarci poco prima della mezzanotte. Anzi, per tenermi lontano stavamo rischiando di non arrivare in tempo, ma alla fine c’eravamo, eravamo lì in mezzo al trambusto, tra uno sciame di persone e di flash.

Ormai si avvicinava il momento, non sapevo se farlo prima, esattamente o dopo la mezzanotte, sentivo tutti gli sguardi su di noi, ma in realtá era solo una mia impressione. E mentre la mia mente era attraversata da questi pensieri, la Torre ha iniziato ad illuminarsi e i fuochi dall’Arc de Triomphe erano alti nel cielo. Era il mio momento, non potevo deluderla..

Fu straordinario vedere la sua reazione, il suo volto quasi deluso si riempí di un sorriso immenso attraversato dalle lacrime di gioia.

Una grande emozione, davvero!

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Gaia e Giuseppe

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